Il 3 giugno 2013 alle 19,00 al passo di Bocca Trabaria, al confine fra Toscana, Umbria e Marche (province di Arezzo, Pesaro Urbino e Perugina) quattro soci del Cai di Loano hanno terminato il percorso della GEA, la Grande Escursione Appenninica, un itinerario escursionistico lungo circa 400 km che percorre tutto il crinale prima dell'Apppennino Tosco - Romagnolo, poi di quello Tosco - Emiliano fino al confine con la Liguria dove, al Passo dei Due Santi, si unisce alla Alta Via dei Monti Liguri.Nel suo percorso il sentiero si inoltra in numerose aree protette attraversando piccoli borghi medioevali, abbazie, santuari francescani e benedettini, villaggi, boschi e crinali molto panoramici.Il sentiero è segnalato da bandierine verniciate bianche e rosse con la scritta GEA in nero al centro. e da cartelli su pali con scritte dei tempi di percorrenza parziali.Si suddivide in 28 tappe, mediamente lunghe 23 Km con alcune di circa 30 Km, percorrendo in totale 15.310 m di dislivello in salita e15.000 m di dislivello in discesa; si toccano quattro Regioni (Umbria - Marche - Toscana - Emilia Romagna) e 13 Province (Perugia – Pesaro Urbino - Arezzo - Rimini - Bologna - Firenze - Prato - Pistoia - Modena – Reggio Emilia - Parma - Lucca - Massa Carrara).Due parchi nazionali attraversati (Parco dell'Appennino Tosco Romagnolo - Parco Foreste Casentinesi, monte Falterona, Campigna), diversi parchi regionali quali il Parco dei Cento Laghi, il Parco del Frignano, il Parco del Corno alle Scale. Il punto più elevato raggiunto (cima Coppi si direbbe in gergo ciclistico) è stato la cima del Corno alle Scale (m 1.945), si è salito il monte Falterona (m 1645) dove nasce l’Arno, si sono attraversati passi appenninici importanti come la Cisa (m 1041), il Cerreto (m 1261), l’Abetone a m 1.388 (nota località sciistica appenninica), si sono attraversati lunghi crinali e strade nei boschi, con quote medie intorno ai mille metri. Si sono visitati luoghi carichi di storia e spiritualità come l’abbazia benedettina di Camaldoli ed il Santuario della Verna, dove nel 1224 San Francesco ricevette le stigmate; entrambi luoghi mistici, immersi in boschi antichi e pregiati, molto suggestivi per l’ambiente naturale, per la tranquillità e spiritualità che è quasi “tangibile”. Tutto è iniziato dalla prima gita sociale nel maggio del 2006, partendo dal passo dell’Abetone, ancora innevato, raggiungendo il primo rifugio presso il Lago Santo Modenese, continuando con le varie tappe poi ogni anno successivo, nei primi giorni di giugno, fino a concludere il percorso con l’ultima tappa e arrivo finale ora, a giugno 2012. Sette anni di lunghe camminate con ogni tempo, neve, sole, pioggia (frequente), vento, caldo, fresco, ma sempre in ottima compagnia e in un ambiente naturale fatto di boschi, laghi, sorgenti, ampi crinali, creste, paesaggi vari, mai monotoni, luoghi a volte molto selvaggi ma dove si può ancora leggere l’intervento dell’uomo per l’utilizzo pastorale e agricolo, dove generazioni hanno trovato di che vivere in armonia con la natura. Ogni volta, arrivati presso rifugi ed alberghetti, una doccia, una meritata cena e un sonno ristoratore, ci ha ritemprati e resi pronti per partire il giorno successivo. Per tornare a casa, ogni anno abbiamo utilizzato treni, bus di linea, taxi, passaggi automobilistici; infatti si tratta di zone montane difficilmente collegate bene tra di loro, per cui si è dovuto ricorrere