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Cari Soci,
da qualche tempo sentiamo parlare sempre più spesso di cambiamenti climatici, a volte con stupore a volte con rassegnazione, spesso volendo ignorare la questione, come se riguardasse “altri”. Eppure, per noi che frequentiamo per svago un ambiente particolare, la montagna, il cambiamento lo abbiamo visto e toccato con mano, per esempio vedendo il ritiro dei ghiacciai, veri serbatoi idrici indispensabili per tutti gli esseri viventi.
I nostri rifugi, già da anni, si trovano costretti per carenze d’acqua a variare le aperture ed i servizi da offrire ad una clientela sempre più esigente che spera, anzi a volte pretende di trovare le stesse comodità che si possono avere nelle proprie case.
Ci sono poi altri cambiamenti meno evidenti che solo i più attenti avranno osservato, come l’arrivo o il ritorno di specie animali prima assenti nell’ambiente montano, o non più presenti da tempo; anche i vegetali seguono il cambiamento, colonizzando aree liberate dai ghiacci e salendo di quota per sfuggire all’aumento della temperatura.
I cambiamenti del paesaggio possiamo vederli anche facendo mente locale su come nel corso degli anni le radure ed i pascoli si siano ristretti sino a scomparire, a causa dell’abbandono delle terre alte, in nome di un inurbamento selvaggio, e della mancanza di politiche dedicate alla montagna e a chi la vive. Anche il nostro modo di vivere il tempo all’aperto ha subito dei cambiamenti. Spesso capita di vedere sui sentieri escursionisti intenti a consultare il telefonino, per avere conferme su ciò che li circonda; che ad ogni squillo si fermano per vedere le notifiche, ascoltare messaggi e non ultimo, per rendere tempestivamente partecipe il mondo di quello che stanno vedendo.
Si ha la sensazione che stiamo perdendo il vero contatto con l’esterno. Ci lasciamo sfuggire le particolarità e le sensazioni che ad ogni passo si presentano sempre nuove e portatrici di meraviglia. Non vogliamo o non osiamo staccare la spina dal quotidiano, rinunciando così a vivere occasioni significative di sano svago rigenerante.
Perciò bisognerà apportare dei cambiamenti al nostro modo di vivere la montagna e la vita di tutti i giorni, cercando singolarmente di mettere in atto buone pratiche che possano contribuire a invertire la tendenza in atto, senza aspettare che “altri” lo facciano al posto nostro.
Concludendo, mi auguro che in queste pagine anche voi possiate trovare spunti per staccare la spina ed uscire per qualche ora dalla quotidianità, trovando le giuste modalità per fare un piccolo cambiamento che sommato a quello di altri può fare la differenza.
Buone escursioni per tutto l’anno!
Il Presidente
Franco Moreno